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Da ROCKERILLA – numero 351 – 15 Novembre / 15 Dicembre 2009

di Mario Ruggeri

Perfetto esempio di come si possa fare un gran disco di sixties garage in Intaglia (ed anche un po’ di garage revival) a voi lo stupendo nuovo album dei Pretty Face. Un’autentica esplosione di suoni garage, quelli che qui dentro tutti noi amiamo, con tappeti di Farfisa, chitarre strepitose (un po’ Chesterfield Kings, un po’ Pretty Things) Vox e batteria a tutto spiano. Una manciata di cover da urlo, per altro suonate alla grandissima (selvaggia la riproposizione di Kick Out The Jams, stilosissima e perfetta quella di Take It As It Comes dei Doors) e un lotto di canzoni proprie incisive e calibratissime. Insomma, bando ai facili entusiasmi, questo è uno dei migliori dischi garage usciti dall’Italia negli ultimi anni. (voto 8/10)

 

Da RUMORE – numero 214 – Novembre 2009

di Luca Frazzi

[…] 65 chilometri più a nord lungo la via Emilia e siamo a Milano dove da anni operano i Pretty Face, quintetto votato al sixties-sound più caustico. Nati come formazione che si rifaceva all’estetica mod, i Pretty Face sono cambiati sino ad assumere la fisionomia di una band garage-punk che oggi guarda agli USA più che al british-beat. Questo loro cd omonimo pubblicato da Area Pirata piacerà agli amanti del punk dei sessanta e del suo revival dei medi ottanta: 12 botte di nostalgia, 6 originali e 6 covers (tra le quali un’entusiasmante One Step Closer To You dei Miracle Workers), tanta passione e, non ultimo, un suono duro e tutt’altro che minimale. Se vi può interessare, da qualche giorno in auto non ascolto altro. Se non ve ne può fregare di meno, procuratevi Pretty Face e verificate di persona.

 

Da BUSCADERO – numero 319 – Gennaio 2010

di Andrea Treviani

 […] Cominciamo con un gruppo milanese dal nome interessante, The Pretty Face (www.areapirata. Com) che già di per sé costituisce un manifesto programmatico e che si presenta con un disco dall’intrigante package in stile sixty. I Pretty Face sono una delle più longeve garage-band italiane, nati nel 1997, sembrano provenire dall’era Nuggets; pertanto sii sprecano gli organi Farfisa e Vox e le chitarre vintage con l’uso di Fuzzbox. Le loro fonti di ispirazione sono Troggs, Fleshtones, Kinks, ed ovviamente, Pretty Things e Small Faces. Il disco si snoda piacevole, ben suonato sia con brani autografi che con pregevoli cover che arrivano perfino ai Doors e ai mitici MC5 di cui riprendono l’imprescindibile Kick Out the Jams.

Da BLOW UP – numero 138 – Novembre 2009

Di Fabio Polvani

Prima di questo CD, in una dozzina d’anni d’attività i Pretty Face hanno realizzato un solo EP ufficiale (poco indicativo tra l’altro, con cui tentarono la carta dello sfondamento pop). Il quintetto milanese d’altronde assomiglia più a una band da party che da disco, e tale supporto serve loro più come presentazione che altro.. Sei le cover qui presenti (gettonatissime, tratte da Seeds, Turtles, Miracle Workers, Doors, Sonics e MC5) e altrettanti brani autografi che non sfigurano (anzi, si amalgamano degnamente) nel confronto con gli archetipi. Sono una scarica garage-beat animata dal Farfisa (e a volte dall’armonica) e non priva di penetranti fragranze psichedeliche (Come Closer), dove la padronanza stilistica cede a prestazioni incondizionatamente su di giri. Quando si dice di un gruppo che suona per passione. (voto 7) 

Da ROCKIT

di Marcello Farno

Una storia fatta di concerti, amore, energia e sudore lasciati sui palchi di mezza Italia, e che ora, dopo 12 anni, trova finalmente forma e compimento in questo primo omonimo full length. I The Pretty Face scelgono sei inediti e sei cover pescate dai vinili di epoca sixties per celebrare degnamente il loro esordio sulla lunga distanza, con quell’aura di padrini del garage beat nostrano a calcare la mano su melodie ottime per il rock’n’roll movin’. Attitudine party vintage, tastiere shakerine e ritmi sfacciati, un disco immerso nel passato che somiglia tanto a un vecchio organo polveroso trovato in soffitta, caldo e saturo di venature lisergiche, che non manca di esplodere in ritornelli killer (“You Make Me Sad”), riempirsi di colori che rispondono ai toni primaverili delle chitarre mod e dei suoni psych, e riservarsi fughe in quei territori impregnati di umori orientaleggianti tanto cari ai Beatles di “Revolver” (“Come Closer”). L’andatura rockabilly di “Gettin’ Tired”, e le ottime cover dei Sonics e degli MC5(rispettivamente “Psycho” e “Kick Out The Jams”) alzano i decibel e scuotono i bacini, e il 60’s sound dei Pretty Face acquisisce grazie al cantato e all’irruenza ritmica un’attitudine proto punk che ben si mischia col sapore di caos d’annata che trasuda dalle 12 tracce. 

Da MTV.IT

12 anni di attività, sangue e sudore sul palco (oltre 230 concerti, tra i più importanti quelli fatti insieme a Troggs, Doctor Ecplosion, Fleshtones, Morlocks, Statuto e Mando Diao) e ora un nuovo album. Stiamo parlando dei milanesi Pretty Face. continua 

Da INDIE-ROCK

di Emiliano Dal Toso

Ascoltare questo album è come fare un viaggio sulla DeLorean e tornare quarant’anni indietro. Il disco presenta sei cover di canzoni degli anni 60 (Seeds, MC5, Miracle Workers, Doors, Sonics e Turtles) e sei auto-cover o, meglio, sei pezzi inediti dallo stampo incontrovertibilmente rétro. continua 

Da NERDS ATTACK

di Emanuele Tamagnini

Dodici anni di attività. Quasi 200 concerti. Il ruolino di marcia dei milanesi The Pretty Face come sempre  guidati dai fratelli Crippa. Un’ istituzione del garage rock tricolore. continua 

Da AUDIODROME

di Michele Giorgi

Attivi da dodici anni e fautori di un sound a cavallo tra beat e garage, i Pretty Face presentano su questo album sei brani originali e sei cover, così da riportare in studio la carica dei molti continua 

Da LA SCENA

di Vittorio Lannutti

Due anni fa hanno superato la fatidica soglia dei dieci anni di attività ed ora pubblicano questo fantastico disco di ottimo garage-rock, che proviene direttamente dagli anni ’60. continua

Black Milk

TroubleZine

Music club

Distribution in Germany: The Soundflat mailorder store

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